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Dentro la mente




Entrò nella casa, con il sudore che gli scendeva lungo la fronte per la paura che provava, essa era visibile dalle gambe che tremavano.

Si faceva strada una piccola candela che teneva stretta con entrambe le mani.

Iniziò a chiedersi perché fosse li dentro, cosa lo aveva spinto ad entrare, dove era finito il suo coraggio. 


Si fermò in un angolo, con il cuore che sembrava stesse per fermarsi, capì che si era perso in quella che sembrava una casa.

Tutto il suo mondo crollò di colpo, senti come se le sue viscere volessero uscire.


Trovò un quadro con disegnate una famiglia e gli sembrò strano sentirlo famigliare, guardò meglio il bambino che era al centro.

“Ma questo sono io” si ritrovò a pensare spaventato.

La candela cadde a terra e rotolò per qualche centimetro da lui, il buio lo inghiotti per un istante, voleva urlare ma qualcosa dentro di lui gli diceva di non farlo.

Si affrettò a riprendersi la candela, doveva rivedere il quadro, qualcosa era cambiato non c’era più il bambino ma lui da ragazzo. Prima che potesse dire:

“Ma cosa diamine sta succedendo”

Tutte le luci in casa si accesero. 


Una donna piuttosto magra con due occhi neri penetranti si avvicinò a lui.

«Caro, sei qui. Hai per caso nostalgia dei vecchi tempi?» disse la donna.

Lui non riesci a pronunciare parola era troppo turbato, guardò nuovamente il quadro era la stessa donna del dipinto, provò a dire qualcosa.

«Stavo solo cercando di ricordare» disse lui balbettando.

«Eri solo un bambino, non puoi ricordati tutto. Adesso andiamo la cena è pronta»

I due continuarono a percorrere il corridoio.

Fino a quando le non lo afferrò per un braccio, lui si paralizzò.

Girò lo sguardo verso di lei aveva gli occhi che erano diventati enormi, la bocca piena di saliva, pensò “questo è un mostro”.


Senti il pianto di un bambino, questo gli diede una scossa, tanto che iniziò a divincolarsi, fino a liberarsi dalla presa e iniziare a correre verso la voce del bambino.

Lo trovò sotto il quadro tutto rannicchiato, gli venne spontaneo dire

«Adesso sei al sicuro, vieni con me»

Il bambino rilassò il corpo è mostrò il suo volto, era lui da bambino.

Rimase fermo per qualche secondo, poi pensò alla donna che sicuramente li stava cercando.

«Non puoi restare qui, noi non possiamo rimanere qui»

 Iniziarono a correre e, mano nella mano, uscirono da quella casa.


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